Lo sgombro è uno dei pesci più salutari, inserito nella dieta mediterranea è un alimento nutriente e ricco di benefici: quanto mangiarne?
Lo troviamo fresco nei mercati oppure in scatola nei supermercati, lo sgombro è un pesce azzurro molto apprezzato, sia per il suo delicato sapore che per le sue qualità nutrizionali. Solitamente, viene inserito all’interno di un sano regime alimentare e nelle diete programmate dai nutrizionisti, specialmente nei mesi invernali, quando il corpo necessita di assorbire maggiore vitamina D.

Quando ci rechiamo al supermercato per fare la spesa, e ci soffermiamo di fronte agli scaffali dei pesci in scatola, è fondamentale puntare sulla qualità degli alimenti. Dunque, il primo passo da compiere è quello di leggere sempre attentamente le etichette. Scegliere il pesce in scatola di certo è una comodità, poiché ci permette di evitare molti noiosi passaggi di pulizia, trovando il cibo subito pronto. Che cosa sapere riguardo allo sgombro e quanto consumarne a settimana?
Le proprietà nutrizionali dello sgombro e quanto mangiarne durante la settimana
Lo sgombro è un pesce di medie dimensioni, supera anche i 30 cm di lunghezza, è ed solito vivere in branco. Ha un corpo snello e allungato, con la bocca quasi a punta e i denti aguzzi, ideali per procacciarsi il cibo, specialmente pesci e crostacei di piccole dimensioni. Si tratta di un predatore, ma anche di un pesce cacciato da altre specie più grandi, dunque la vita in gruppo è anche un’arma di difesa.
Vive nelle acque del Mediterraneo, nel Mar Egeo, ma è presente anche lungo le coste dei paesi che affacciano sull’Oceano Atlantico, dalla Norvegia al Canada, dal Nord Africa alla Groenlandia e Islanda. Vive nelle profondità, tornando verso le coste nella stagione estiva. Lo sgombro viene pescato in grandi quantità, per portarlo sulle nostre tavole. Si tratta, infatti, di un pesce molto apprezzato dal punto di vista culinario, ricco di omega 3 e adatto per chi è affetto da ipercolesterolemia.

La pesca illegale, purtroppo, nel corso dei decenni ha decimato la specie, tanto che negli anni Sessanta e Settanta, lo sgombro ha rischiato persino di estinguersi. Grazie alla pesca sostenibile e a molte misure di sicurezza e di tutela, per fortuna la specie è tornata a crescere in abbondanza. Inoltre, recentemente sono stati istituti molti allevamenti, per dare ai consumatori una qualità migliore e maggiormente controllata.
Sgombro, pesce di ottime proprietà organolettiche e nutrizionali: perché consumarlo fa bene
Tra i pesci, lo sgombro è uno dei più salutari, tanto da essere inserito in molte diete. Si tratta di un pesce abbastanza magro, la cui pulizia è semplice rispetto ad altre specie. Inoltre, è uno dei pesci che presenta minori quantità di mercurio nel corpo, cosa da non sottovalutare. In cucina viene impiegato in tante ricette, grazie alla sua versatilità. Ricco di omega 3, grassi sani, sali minerali, vitamine e proteine, lo sgombro è un pesce magro.
Acquistare lo sgombro in scatola è un’abitudine molto diffusa. In scatola, il pesce non perde le sue proprietà organolettiche e i suoi valori nutrizionali, mantenendo intatte le caratteristiche naturali. L’olio aiuta la sua conservazione, inoltre intensifica il suo sapore. Naturalmente, prima dell’acquisto, occorre leggere le etichette sulla confezione, assicurandosi che sia proveniente da allevamenti controllati e sicuri, e che non siano stati aggiunti sale e grassi saturi.

Una cosa a cui bisogna prestare molta attenzione è la presenza di una proteina in particolare, la parvalbumina, responsabile di un’allergia alimentare. Chi ne è allergico deve fare molta attenzione, poiché comporta sintomi anche gravi. Inserito nelle diete dimagranti, lo sgombro ha forte potere saziante, è ricco di ferro, utile per contrastare l’anemia, e offre una valida alternativa proteica alla carne, rafforzando il sistema nervoso grazie alle vitamine B12.
Combatte l’ipertensione arteriosa, l’osteoporosi e i problemi tiroidei, garantendo un metabolismo basale efficiente. Quando lo si consuma, si consiglia di non aggiungere condimenti, come sale o olio, essendo già di per sé un cibo molto saporito. Infine, quanto consumarne? Un paio di porzioni alla settimana, magari per cena, oppure dividerlo in porzioni per due secondi piatti (pranzo e cena) sono le quantità ideali.