Grande ritorno in auge per il buono postale, disponibile da sempre in pratica e di recente riconfigurato in varie versioni anche per affrontare una concorrenza sempre più spietata tra i vari strumenti da investimento e rendimento. Diverse fonti evidenziano alcuni tipi di buoni particolarmente interessanti come percentuale di “guadagno”.
Per onestà intellettuale vanno considerate tutte le tematiche che interessano i buoni postali, dei beni che godono di una garanzia da parte dello stato e che sono oramai disponibili in vari formati, come ogni strumento del genere sussistono pregi e difetti di un sistema che è comunque molto antico e rodato.
Come funziona il buono postale nella sua accezione e concezione più moderna? La struttura è rimasta la medesima rispetto al passato ma il mondo del risparmio postale è in cambiamento da diversi anni e l’attuale anno può essere quello giusto per scegliere proprio un buono postale da attribuire al proprio denaro.
Cosa sono i buoni postali
Come funzionano i buoni postali? Si tratta di strumenti veri e propri di tipo finanziario che fungono da elementi da investimento, sfruttando il concetto di obbligazione, quindi un titolo di credito. Possono essere associati a praticamente qualsiasi forma di denaro da parte di un cliente a partire da un importo ridotto, pari a 50 euro.
I buoni postali come altre forme di risparmio postale sono gestiti e garantiti dallo stato attraverso la Cassa depositi e prestiti, e seppur in passato appariva più evidente come un buono postale potesse diventare conveniente in grado di generare solidi interessi, oggi l’offerta molto più diversificata rispetto al passato, può essere molto interessante.
E’ possibile aprire, gestire e quindi controllare il buono direttamente presso gli uffici postali abilitati sul territorio seguendo lo schema tradizionale ma anche scegliere di farlo in modo autonomo con la forma dematerializzata, che garantisce la medesima quantità di azioni e gestione con il proprio smartphone associato, dotato dell’app Banco Posta.
Come funzionano i buoni postali
Garantiscono come altre obbligazioni dei rendimenti concepiti su base annuale, che sono calcolati in base a cedole ogni 6 mesi, rispetto ai BTP garantiscono un rendimento fisso e costante fino alla scadenza del buono, con delle possibilità diverse a seconda della categoria del prodotto di ottenere un rimborso ogni lasso di tempo.
Ad esempio il Buono postale ordinario garantisce un rendimento annuo lordo (vanno applicate le imposte, come vedremo più avanti) pari al 3 % sulle somme versate / depositate, ogni 3 anni fino alla scadenza (che è di 20 anni) con la possibilità di chiedere il rimborso a scelta del capitale investito, dopo 12 mesi dall’apertura viene anche attribuita la presenza degli interessi.
Altre forme come il Buono 3×4 mantiene il rendimento in percentuale pari al 3 % ma dura 12 anni, mantenendo il sistema del buono ordinario, come la possibilità di riscattarlo ogni 3 anni. Rispetto a quello ordinario però gli interessi sono acquisibili solo a partire dal terzo anno dall’apertura, rispetto al singolo del buono ordinario postale.
Il buono più conveniente
Sul web si parla molto di un buono che garantisce un rendimento pari al 7%. Questo è stato effettivamente tra le varietà disponibili da parte dell’ufficio postale ma solo a titolo temporaneo, fino al 2012. Si trattava di un buono postale a scadenza breve, che garantiva effettivamente un apporto di interessi e quindi rendimento molto elevato.
Ad oggi però non è più disponibile, esiste però il buono dedicato ai minori che mantiene una grande diffusione perchè permette un capitale di rendimento pari al 5 %, ed è associabile a qualsiasi minore, parente o meno. Il buono per i minori continua a generare interessi di questo ambito percentuale fino alla scadenza, legata all’arrivo della maggiore età del minore.
Può essere aperto e gestito allo stesso modo di tutti gli altri, l’apertura è possibile fino all’età del minore massima di 16 anni e mezzo. Attualmente è proprio questo il buono postale più conveniente in termini di tassi di guadagno, esistono poi forme di buoni più immediate e dalla scadenza meno prolungata come il buono 4 anni plus con rendimento pari al 1,25 %.
Tassazione e costi
I buoni postali non presentano alcun costo di gestione, di apertura o di chiusura, va considerata però la questione delle imposte, che per tutti gli elementi postali sono tassati in forma agevolata, pari a 12,5%. Questo calcolo va espresso solo in merito ai rendimenti e non sulle somme versate inizialmente, ed è valido per tutti gli strumenti di guadagno postale.
Attraverso il portale delle Poste Italiane concepito apposta per la scelta e la simulazione dei rendimenti è possibile avere una visione effettiva nel corso del tempo, fino alla scadenza del singolo buono. Basta collegarsi al sito di poste italiane e direzionarsi verso la categoria del portale dedicata ai buoni fruttiferi postali.